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L’incanto alato e L’antica arte della Falconeria

La Falconeria è l’arte della caccia con il falco. Dichiarata dall’UNESCO patrimonio culturale immateriale dell’umanità, questa pratica ha origini molto antiche; le prime testimonianze risalgono al 3000 a.C. e provengono da un’area dell’Asia Centrale compresa tra Cina e Mongolia. Da qui il flusso di diffusione della falconeria ha seguito due direttrici principali: una che portava verso l’Europa e l’alta verso L’Asia minore.

Per quanto riguarda l’Italia, il massimo esponente della Falconeria è stato Federico II; imperatore di fertile intelligenza, scrisse uno dei migliori trattati di Falconeria sui temi etologici e naturalistici riguardati i volatili in genere ed i falchi in particolare: il “De Arte Venandi cum Avibus”. L’idea di Federico era che il Falconiere praticasse questa attività non per il carniere, ma per addestrare il suo falco meglio degli altri e per farsi onore durante la caccia.

Oggi l’unica cosa richiesta a chi pratica questa antica arte, è il rispetto dell’animale ed un’accurata conoscenza delle sue esigenze nonché una profonda passione radicata nella coscienza. L’essenza dell’addestramento risiede infatti nell’avvicinamento tra uomo e rapace, per cui si basa sulla fiducia e sull’amicizia. La complessità risiede nel risultare per il rapace più interessante di ciò che lo circonda e questo è possibile ottenerlo grazie all’aiuto di strumenti che simulano delle prede reali. E’ da qui che viene fuori l’abilità dei falconieri di sviluppare un vero e proprio legame con questo imprevedibile animale.

Il filo invisibile che lega Falchi e falconieri può spezzarsi in qualsiasi momento, può bastare una mossa sbagliata, un rumore inaspettato, un colpo di vento forte e l’incantesimo svanisce. Questi animali sono e rimangono selvatici, pronti a scappare al minimo segno di pericolo. Lo spettacolo a cui avrete la possibilità di assistere, e che rende straordinaria quest’arte, è la capacità dei Falconieri di riuscire a dialogare con degli uccelli che sono emblematicamente tra i più selvatici e liberi del pianeta.

Curiosità: gli strumenti del falconiere.

    • Il cappuccio serve a coprire gli occhi dell’animale e questo lo aiuta a rimanere tranquillo in situazioni di potenziale stress.
    • Il guanto, in falconeria è lo strumento che consente di portare il rapace senza subire fastidiosi graffi e dolorose artigliate su mani e braccia.
    • Il logoro è una corda alla quale è attaccata una finta preda costituita da penne o da un pezzo di cuoio imbottito, di consistenza idonea all’animale in questione. La sua funzione è quella di simulare una preda in movimento cosicché il falco si senta stimolato nell’inseguirla.
    • La filagna è una corda molto lunga che consente, nelle prime fasi dell’addestramento, di svolgere i primi esercizi anche da una discreta distanza: la si adopera fino a quando non si è certi della fiducia e prontezza del proprio falco.
    • I geti sono delle strisce di cuoio forte e morbido che vengono applicate alle zampe del falco e servono per trattenerlo al guanto, al blocco o alla pertica.
    • Le borse sono essenziali per il trasporto del logoro, della carne, del cappuccio etc.
    • Il trasmettitore da attaccare alla zampa del rapace serve per seguirlo nel caso in cui si allontani.

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